COME LAVORIAMO?

per farti sorridere!

SICUREZZA NELL’AMBULATORIO MEDIO ODONTOIATRICO

La prima responsabilità del dentista consiste nel garantire l’interesse e la salute del paziente, agendosempre a tal fine: “primum non nocere”. Fondamentale allo scopo è che il dentista sia in grado di prevenire, diagnosticare e tratta re eventuali urgenze ed Emergenze Mediche (EM) che si possono presentare nella pratica odontoiatrica. Per chiarezza ricordiamo che si definisce “urgenza” una condizione patologica che richiede un trattamento entro 24 ore e che per “emergenza” si intende una condizione patologica che richiede un trattamento entro 1 ora.

Fortunatamente le EM nell’area odontoiatrica sono di raro riscontro; ciò nonostante è necessario che l’odontoiatra ed i suoicollaboratori (igienista dentale, assistente alla poltrona, segretaria, etc.) siano in grado di riconoscere e trattare, entro i limiti loro riconoscibili, le EM, in considerazione del fatto che l’odontoiatria moderna ha non solo incrementato numericamente ma ha reso più aggressivi e dilunga durata gli interventi, molto spesso su pazienti anziani o fisicamente compromessi e su pazienti pediatrici. L’incidenza delle EM è riportata in modo diverso a seconda degli autori; es.: una EM ogni 3-4 anni di attività odontoiatrica; 0.7 EM per dentista per anno lavorativo; 4.2 EM per anno lavorativo; 10 EM per carriera lavorativa (40 anni circa).

Le opinioni in letteratura e nelle linee guida internazionali sull’argomento ribadiscono che, nonostante la rarità delle EM in odontoiatria, in particolare per alcune di esse, il personale dell’area odontoiatrica deve comunque essere competente (“be competent” degli autori anglosassoni) nelle pratiche del BLS-D, avere le conoscenze teorico-pratiche (“have knowledge” degli autori anglosassoni) necessarie al riconoscimento di una situazione di emergenza, essere abituato (“be confident” degli autori anglosassoni) a trattare adeguatamente l’EM nei limiti riconosciuti all’odontoiatra.

Attualmente questi standards richiesti non sono osservati né soddisfatti dall’odontoiatra italiano, non essendo stato adeguatamente preparato per affrontare e risolvere ogni EM.
Dobbiamo anche sottolineare che questa impreparazione professionale è favorita dalla mancanza di linee guida riguardanti l’educazione e la formazione professionale dell’odontoiatra nel campo specifico delle emergenze. E’ noto, ad esempio, che in molti studi odontoiatrici italiani manca una fonte di ossigeno e molti altri presidi sia strumentali che farmacologici utilizzabili nelle EM.

  • Il paziente odontoiatrico può incorrere in qualsiasi momento in una EM. Per tale motivo dovranno essere identificati i pazienti “a rischio”. Questi pazienti devono essere sottoposti a misure cautelative che possano modificare l’esito della procedura odontoiatrica.
  • Tutti i pazienti devono essere valutati clinicamente, mediante il questionario ed il dialogo, da parte dello stesso odontoiatra che eseguirà l’intervento.
  • La valutazione del rischio deve essere effettuato ricorrendo alla classificazione ASA. Può rappresentare un ausilio la classificazione ASA adattata al paziente odontoiatrico. Tale metodo di valutazione contribuisce esclusivamente a determinare le condizioni fisiche del paziente e ad indicare il corrispondente rischio generico. La valutazione fisica deve essere integrata dalla valutazione dell’ansia mediante specifici tests qualitativi e quantitativi.
  • Qualora le condizioni del paziente siano tali da prevedere una incidenza di rischio elevato in relazione all’aggressività dell’intervento, diviene opportuno trasferire il paziente alle competenze di un Istituto Universitario odontoiatrico o di una Divisione Odontoiatrica ospedaliera.
  • Le patologie di cui il paziente è affetto possono richiedere modifiche di trattamento farmacologico ed esami additivi. L’odontoiatra deve disporre degli aggiornamenti previsti dalle Guide all’uso dei farmaci e riconoscerne gli effetti farmacologici, farmacocinetici e farmacodinamici. Per tale ragione, la rivalutazione dei pazienti a rischio, sottoposti a cure odontoiatriche, deve essere aggiornata annualmente.
  • Di ogni paziente sottoposto a cure odontoiatriche che incorra in una EM devono essere noti i provvedimenti presi nel corso dell’evento avverso. Tali provvedimenti dovranno essere trascritti su di una apposita cartella adattata alla registrazione dei dati. Questa procedura permette di incorporare il paziente in una specifica storia clinica e di ricorrere alle necessarie attenzioni e cautele in occasione di cure odontoiatriche successive.
  • L’incidenza delle EM è desunta da diverse ricerche. L’odontoiatra deve aggiornarsi sulla incidenza e sulla qualità delle EM che si verificano nell’area odontoiatrica e sulle modifiche del trattamento.
  • Le emergenze mediche più frequenti sono la sincope, l’ipotensione ortostatica, gli eventi asmatici, gli eventi diabetici, l’attacco anginoso, l’attacco epilettico, l’attacco convulsivo, le reazioni da farmaci, l’ingestione di corpi estranei, le reazioni anafilattiche, l’infarto miocardico, l’incidente cerebrovascolare, l’insufficienza surrenalica, l’arresto cardiorespiratorio.

A tale scopo è fondamentale che l’operatore sia in grado di prevenire, diagnosticare e trattare eventuali urgenze ed emergenze mediche che si possono presentare nella pratica odontoiatrica. Gli strumenti che il nostro studio fornisce per il trattamento di tali emergenze sono:

  • SET DI RIANIMAZIONE CON BOMBOLA DI OSSIGENO portatile fissata su carrello corredato di pallone rianimatore autoespansibile, mascherine oronasali di diverse misure da quelle utilizzabili nel bambino a quelle utilizzabili nell’adulto, apribocca, tiralingua, cannule orofaringee di tutte le dimensioni, mascherina di ossigenoterapia, sistemi di aspirazione portatili con tubi di collegamento, siringhe sterili e non riutilizzabili, di dimensioni e capacità diverse ed aghi;
  • SATURIMETRO O MISURATORE DELLA PRESSIONE, VENTILAZIONE E FREQUENZA che registra la pressione arteriosa, la frequenza del polso e la pressione arteriosa media;
    PULSIOSSIMETRO per misurare la saturazione d’ossigeno presente nel sangue;
  • CASSETTA DI FARMACI DI PRIMO SOCCORSO PREVISTI DALLA LEGGE 626/94 quindi TUTTI I FARMACI SALVAVITA: adrenalina, atropina, adalat, aspirina, ventolin, bentelan, solumedrol, trinitrina, lasix, gutron, tavor, lexotan, glucosio, glucagone, contramal;
  • DEFIBRILLATORE esterno DAE.