Terapie

efficaci e durature

Psicodonzia

Cliniche Italdent

Con il termine di psicodonzia si intende indicare una protoscienza nata nei primi anni del ‘900 e poi abbandonata sotto l’incalzare del positivismo e del meccanicismo. La definizione di protoscienza ci dice che siamo di fronte ad una scienza in piena evoluzione. È noto l’oggetto di studio, lo scopo, gli strumenti scientifici per indagare i vari aspetti, ma non abbiamo ancora uno statuto epistemologico, vale a dire un insieme di concetti che le sono specifici e che la caratterizzano rendendola una scienza a tutti gli effetti. Succhiare il dito, digrignare i denti, mordersi le lingua le guance e il labbro e tutti gli altri vizi abitudinari che si localizzano nell’ambito dell’organo di masticazione sono espressioni nevrotiche più o meno gravi e la cura medica non può limitarsi alla sola cura dei danni, la terapia deve mirare alle cause soprattutto se sono di origine nevrotica. Può darsi che la terapia odontoiatrica debba essere integrata con una psicoterapia vera e propria, in tal caso l’operatore deve indirizzare il paziente dallo psicoterapeuta, il quale dal sintomo nevrotico sapientemente segnalatogli saprà trarre materiale sufficiente per una ulteriore diagnosi e adeguata terapia. Nel corso degli anni, l’impostazione meccanicistica ai problemi di equilibrio della bocca e dei denti fino a raggiungere l’atomismo, ha distolto l’attenzione da tutto ciò che era fuori del “dente.” I molti insuccessi dell’approccio meccanicistico e l’evoluzione del pensiero hanno portato i protocolli terapeutici odonto-riabilitativi a beneficiare di concetti relativi alla postura, fisiologia respiratoria e di deglutizione, osteopatia, dietetica e logopedia. L’approccio psicodontico così come presentato nei primi anni del ‘900, si è comunque evoluto e maturato, per essere considerato oggi una protoscienza a tutti gli effetti.

OGGETTO DI STUDIO E CAMPO DI INTERVENTO

Nella bocca, nella dinamica mandibolare e linguale, può essere evidenziato il nostro essere conscio e inconscio, lo stile di vita, lo stress, e le frustrazioni con relativi comportamenti compensativi dello stato emotivo vengono evidenziano nella morfologia delle arcate dentali e nelle articolazioni temporo-mandibolari, con danni spesso irreversibili. L’esame statico della morfologia dei denti e delle arcate e l’esame dinamico psico-esistenziale (bruxismo, onicofagia, succhiamento del dito, masticazione mono-laterale) ci possono dare le giuste indicazioni per un approccio alternativo e orizzontale. L’attuale approccio ai disordini dell’apparato buccale, ma più in generale di tutta la medicina cura prevalentemente i sintomi trascurando le cause. Con la psicodonzia l’ambito di intervento è principalmente rivolto alle cause scatenanti, rendendo così l’approccio più naturale e meno invasivo, anche dal punto di vista psicologico. È necessaria una collaborazione tra psicoterapeuti e operatori odontoiatrici in quanto la bocca può rappresentare la punta di un iceberg di problemi più profondi di origine psico-esisitenziale. Molte delle cosiddette cause ( vizi dinamici sopra elencati ) non sono altro che comportamenti adattativi e compensativi dal punto di vista emozionale, ai quali l’approccio meccanico-costrittivo
(es: apparecchi ortodontico fissi) non sempre è sufficiente. Tutti le abitudini viziate sopraccitate possono rappresentare dei sintomi nevrotici di notevole importanza, specialmente in quelle epoche nelle quali non si sono rilevati disturbi psico-nevrotici più gravi.

Desideriamo ringraziare il Dottor Olivio Olando relatore del trattato da cui è stato estrapolato questo articolo, al quale vogliamo comunicare la nostra più sincera riconoscenza per l’attività intellettuale svolta, generosamente donata.